Le casse rendiresto sono una soluzione efficace in questo particolare periodo storico, non solo per il distanziamento durante i pagamenti ma anche per evitare contatto diretto con i soldi

Il denaro passa di mano in mano, circola per tempi enormi e si poggia su tantissime superfici. In tempi di covid 19 banconote e monete sono messe sotto la lente d’ingrandimento perché secondo uno studio australiano il coronavirus potrebbe essere trasmissibile anche attraverso il contante.
Questa ricerca sostiene che il virus resista sui pezzi di carta che ogni giorno, più volte al giorno, tocchiamo e utilizziamo per le nostre spese, fino a 28 giorni di freddo e buio.

Una soluzione per limitare i contatti con le banconote sono le casse rendiresto

In questo scenario pandemico e alla luce di questo studio, la cassa rendiresto automatica diviene uno strumento all’avanguardia che permette al settore retail di lavorare in maggiore sicurezza, abbattendo ulteriori rischi collegati non solo al pagamento in cassa con operatore ma anche allo scambio di banconote e monete. Di conseguenza con i casi di coronavirus in aumento l’esigenza di pagare le spese attraverso strumenti che limitino la circolazione di denaro contante, come casse automatiche, dotate di strumento per pagamenti elettronici, è fondamentale per il settore retail.

Questa del resto non è una notizia nuova, infatti già a febbraio il pericolo di contagio attraverso le banconote era una notizia diffusa dagli amministratori di Wuhan, in Cina. I funzionari cinesi avvertirono di questo pericolo chiedendo di disinfettare le banconote.

Uno studio spiega perché le banconote possono essere veicolo di trasmissione

In particolare lo studio sopracitato è stato realizzato dall’Organizzazione nazionale scientifica australiana (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation – Csiro). Il team di ricercatori ha osservato la durevolezza del coronavirus al buio a tre diverse temperature. Il risultato sul tasso di sopravvivenza del covid 19 sul denaro calava all'aumentare delle temperature. A 20 gradi gradi Celsius il virus era «estremamente forte» su superfici liscie come lo schermo del cellulare, con una sopravvivenza fino a 28 giorni, alzando la temperatura a 30 gradi il virus ha evidenziato una vita di 7 giorni, fino ad arrivare a sole 24 ore a 40 gradi.
Inoltre la ricerca evidenzia che la sopravvivenza del virus diminuisce se le superfici su cui si poggia sono porose, ad esempio i tessuti come il cotone.